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Recensioni delle recensioni. 4: Cossiga e Bobbio

 

   Lunedì 4 dicembre, a Milano, la presentazione dl volume di Francesco Cossiga, La passione e la politica, è stata un vero successo. Rappresentata al completo la classe dirigente. Presentazione di Giovanni Bazoli, e poi il sindaco di Milano,  Cesare Romiti, Paolo Mieli, Sergio Romano, Marco Tronchetti Provera, eccetera eccetera. Grande successo anche nel bis di Roma del 13 dicembre, durante il quale Francesco Cossiga ha recensito Norberto Bobbio, definito prima <<un fascista>> e così seguitando: <<Bobbio era un fascista, tanto fascista che piangeva all'idea che Mussolini lo credesse antifascista. Guardi duce, diceva Bobbio, che io non sono antifascista. Sono infamie! Io sono fascista, mio padre è fascista, la mia famiglia è fascista. Quindi quelli che le dicono che io sono antifascista lo dicono per cattiveria perché non vogliono che io diventi professore>>. Così parlò Cossiga.

   Cosa aveva detto Bobbio? In estrema sintesi, 1) <<tutta la storia d'Italia è segnata da questa anomalia per cui le parti contrapposte tendono a delegittimarsi reciprocamente>>; 2) <<oggi il centrodestra non si pone come una normale alternativa democratica>>; 3) <<è un dovere morale per noi impedire al Polo di vincere le elezioni>>.

   Non sono un seguace di Bobbio, anche se in anni cruciali sono stato a Torino un suo borsista. Ho le mie ragioni. Anche in questo intervento infatti mi pare che Bobbio abbia sbagliato da molti punti di vista. Alcuni dei quali mi sembrano incontestabili. Ad esempio, quando parla della delegittimazione reciproca come anomalia italiana, evidentemente non è al corrente di varie nozioni elementari, a cominciare da quanto avveniva negli stessi giorni in Francia e negli Stati Uniti, dove da sempre esiste una pratica quotidiana di delegittimazione dell'avversario politico, spesso dipinto come un Nemico o addirittura il Diavolo. Non è un'anomalia italiana. Kennedy per molti americani non era legittimo, e così Carter, Nixon, Reagan, eccetera. In Francia per molti De Gaulle <<il dittatore>> non era legittimo, anche Mitterand <<le florentin>>, non era legittimo, eccetera. E' evidente che in Francia oggi la legittimità di Chirac è in discussione; per tantissimi americani la legittimità di Bush è chiaramente in discussione. La destra francese e la destra americana sono per molti aspetti assai più <<pericolose>> di quella italiana.

   Ma qualche altra anomalia italiana c'è davvero. La razionalità, la classe, la cavalleria e la signorilità manifestate da Francesco Cossiga in questa occasione non sono rivelatrici del suo imprevedibile sdoppiamento tra omino bianco e omino nero, ma di una più generale facilità a tale sdoppiamento nella società italiana, dove innanzitutto la classe dirigente non sa bene cosa sia il senso del limite. 

 

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