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Voci sulla imminente querela della CIA contro il ministro Dini
Pare che Svoloban Milosevic stia per essere incriminato per concorso in crimini di guerra, appropriazione indebita di beni dello Stato, corruzione a sfondo politico, eccetera eccetera. Intanto, il ministro Dini, intervenendo in Parlamento a proposito della inchiesta giornalistica di Repubblica sulle presunte tangenti allegramente versate ad un sistema che stava per essere escluso dal consesso internazionale, ha detto che <<Probabilmente questa inchiesta è nata in opposizione alla nostra politica nei Balcani che non era apprezzata dai manovali della CIA che operano a Roma e di cui abbiamo nomi e cognomi...Certo non è il lavoro di immaginazione di due nostri pure eccellenti giornalisti che hanno ricevuto i pezzi di carta da qualche parte, perché nessun giornalista può pensare di ricomporre una vicenda così delicata e complessa, ma quando mai...Le ragioni per cui Repubblica ha tirato fuori questa storia non le conosciamo>>.
In queste parole il Ministro ha dimostrato quale alta opinione ha di Repubblica e del giornalismo investigativo. E' stato querelato dal direttore del quotidiano e dagli autori dell'inchiesta. In queste parole il Ministro ha dimostrato anche quale altissima opinione ha dei nostri alleati e del funzionamento del sistema democratico americano. Infatti, dire che la CIA ha attaccato il nostro Ministro degli esteri significa dire che il governo americano ha dato quell'ordine di attaccare: poteva la CIA prendere autonomamente una tale decisione? Al Dipartimento di Stato hanno perso la pazienza e hanno messo nero su bianco una indignazione più che motivata, dicendo grosso modo: gli italiani sono alleati preziosi, affidabili, corretti, non si sognerebbero mai di pagare tangenti a criminali di guerra e neanche per l'anticamera del cervello penserebbero a un papocchio.
E' vero che nel 1915 gli italiani erano formalmente alleati di tutti e due gli schieramenti che si massacravano in guerra; ma è acqua passata. E' vero che ancora nel 1939, mentre Francia e Inghilterra erano impegnate in una guerra per onorare l'impegno con la Polonia, gli italiani erano in "cobelligeranza"; ma è acqua passata; è vero che poi durante la seconda guerra mondiale abbiamo cambiato fronte quando stavamo per perdere, scambiando gli ex alleati in nemici e gli ex nemici in alleati; ma è acqua passata. Al Dipartimento di Stato non la pensano mica come quel generale tedesco che nel preludio della seconda guerra mondiale in una celeberrima conferenza disse: <<Non so come andrà questa guerra. Ma so chi la perderà: chi avrà l'Italia come alleata>>. Tutte queste, sono storie del passato: da Fanfani a Moro, da Andreotti a Dini, la politica estera italiana è stata coerente, univoca, e soprattutto "affidabile". Anche molto limpida e modesta. E disinteressata. In una parola: furba.
Mi dice un amico: <<certo, il Dipartimento di Stato dice di aver sudato sette camicie per cercare di convincere le grandi aziende americane a non far ricorso a trucchi e mazzette con i rogue states contro i quali gli Stati Uniti mantengono sanzioni politiche e soprattutto commerciali. Ma non si può pensare che gli italiani si bevano queste frottole tanto facilmente! Certo, i miliardi di lire a Milosevic servivano a puntellare un regime che gli americani ritenevano tra i massimi responsabili della situazione incandescente dei Balcani, ma gli italiani furbissimi avevano capito che erano tutte scuse...>>. Questa, dice l'amico, è la maniera tipicamente italiana di pensare: gli alleati ti stanno prendendo in giro e la cosa migliore da fare è mettersi d'accordo con quelli che formalmente sono i nemici. Trattati e accordi internazionali sono stupidaggini da non prendere sul serio, ma da utilizzare astutamente.
Secondo fonti molto bene informate e che vogliamo lasciare nel più fitto mistero, anche la CIA dovrebbe querelare il ministro. A Roma i suddetti manovali hanno fatto mettere le sbarre di ferro alle finestre, ma i pezzi da novanta di Langley sono andati su tutte le furie: con l'avvento dell'era Bush, se si sparge la voce che per fare secco qualcuno (o anche per dare un avvertimento) ricorrono ancora a metodi antidiluviani come la soffiata a giornalisti amici, che figura ci fanno? Cossiga a suo tempo ha platealmente aggredito questo stesso giornalista e strapazzato pesantemente il direttore del Corriere della sera per molto meno e con motivazioni analoghe. Ma sono robe da italiani! La CIA di George W, tra scudi stellari e missili da dieci miliardi, ha una reputazione da difendere.
PER ALTRE OSSERVAZIONI SULLO STESSO TEMA, VEDI IN <<MAPPAMONDO>> IL COMMENTO DI INDIPLOMATICUS SULLA POLITICA ESTERA ITALIANA E SULLA SUA GLORIOSA TRADIZIONE
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