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Italo-americani=mafiosi. La triste celebrità dei Sopranos


Sono dai venti ai trenta milioni gli americani di origine italiana. Qual’è la loro immagine in America? Ha riscosso parecchio interesse un sondaggio fra i giovani americani, promosso dalla Niaf (National Italian American Foundation), organismo che rappresenta efficacemente gli italiani negli Stati Uniti e che spesso ad esempio diventa riferimento obbligato anche per il presidente degli Stati Uniti che è solito intervenire all’importante ritrovo annuale della NIAF, insieme a vari altri illustri ospiti, provenienti sia dall’Italia sia dai più differenti settori della società americana. Il sondaggio è particolarmente importante in quanto mirato sui giovani americani e quindi presumibilmente orientato ad individuare tendenze che saranno ancora presenti per molti anni.

I risultati della ricerca promossa dalla Niaf sono stati riportati in Italia dai maggiori organi di informazione. Sottolineiamo in particolare quanto è stato detto dal Messsaggero in un articolo dell’edizione dell’ 8 marzo 2001, firmato dal corrispondente Stefano Trincia. Il sottotitolo eloquente dell’articolo dice: La società degli Stati Uniti cambia, ma vecchi stereotipi resistono. Come dimostra un sondaggio. Il titolo, non meno eloquente, dice: «Italiani mafiosi e pizzaioli». Così prosegue l’articolo: Secondo il 44 per cento dei teenagers Usa gli italiani sono boss di Cosa Nostra, mentre il 34 li identifica con pizzaioli e sguatteri di ristorante. Tale percezione è peraltro vera anche tra gli stessi italo americani che guardano spesso con un certo orgoglio al marchio del picciotto. E che con grande entusiasmo seguono, non diversamente dal resto degli americani, la serie mafiosa The Sopranos, giunta con indici di ascolto record alla sua terza edizione.
Nell’articolo si sottolinea una verità nota a tutti coloro che conoscono la realtà americana: è altissimo il livello di integrazione dei nostri “connazionali” negli Stati Uniti. Ma è significativo che a livello di censimento siano soltanto tre milioni quelli che dichiarano le proprie origini italiane. Non è chiaro se questa mancata identificazione sia motivata da una efficacissima immersione totale nella società americana o da qualche forma di vergogna.. Dice Stefano Trincia: “Per quanto Cosa Nostra sia stata decimata dalla giustizia Usa negli ultimi anni, a livello di opinione pubblica l’identificazione con la mafia persiste”. Questa forma di identificazione limitata ed ambigua si riflette a molti livelli, come in particolare dimostra la citata serie televisiva dei Sopranos: si ripete la stessa vicenda, come ai tempi del Padrino. La forte identificazione tra mafia e italo-americani rappresenta a volte, a livello popolare, un modello: “ Non è un caso che i film e le serie televisive dedicate alle imprese dei picciotti riscuotano sempre e comunque un notevole successo”.

Questo modello italo-americano non deve essere poi un successo del tutto genuino e ingenuo, tanto è vero che nessun candidato italo-americano è ancora stato ritenuto degno di arrivare alla presidenza o alla vicepresidenza degli Stati Uniti. I candidati non sono mancati, ed anche di altissimo livello personale, ma c’è un limite: quello stereotipo sintetizzato nel titolo dell'’articolo: «Gli italiani sono mafiosi».

Enrico Mirabelli, un magistrato che rappresenta a Chicago la American Italian Defense Association (AIDA) ha citato in giudizio la HBO, un segmento del gigantesco conglomerato Time Warner, che ha prodotto la serie. A suo parere, negli Stati Uniti la Anti-Defamation League (ADL) e la National Association for the Advancement for Colored People (NAACP) trovano molto più consenso quando attaccano chi diffama gli ebrei o gli afro-americani. Invece, l'affiliazione degli italo-americani con il crimine organizzato è ormai un luogo comune nella cultura americana, nonostante ovviamente la evidente presenza di persone (da Fiorello La Guardia a Ralph Giuliani) che evidentemente proprio non stanno dalla stessa parte dei mafiosi. Il punto in un certo senso è lo stesso sia negli Stati Uniti sia in Italia: sui temi della legalità, chi è maggioranza e chi è minoranza? 

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