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La nosografia psichiatrica ottocentesca alla luce della nosografia odierna

Elaborato del Dott. Francesco Marinelli

Un incontro fortuito

 

Una decina di anni addietro, mentre mi trovavo nella cittadina di Popoli, in provincia di Pescara, per espletare delle visite fiscali, mi soffermai davanti ad una vetrina di un negozio di antiquariato : piccole cose della borghesia provinciale; decisi di entrare per sbirciare in uno scaffale polveroso: c'erano dei libri in bella mostra, anche se velati d'antico. Erano testi di medicina, forse appartenuti ad un medico di famiglia, un medico di campagna, come direbbe Flaubert, ma con velleità di erudito mitteleuropeo:

 

 

un libro di "Storia della medicina" di Francesco Puccinotti, urbinate, edito a Napoli nel 1860

 

 

"Opere di medicina civile" , sempre del Puccinotti, edite a Napoli nel 1858

 

 

un "Trattato di terapeutica e materia medica" dei Prof.ri parigini A. Trousseau e di E. Pidoux, traduzione del Dott. Pasquale Pepere, edito a Napoli nel 1863

 

 

un "Nuovo dizionario istorico" tradotto dal francese da Vincenzo Flauto. edito a Napoli nel 1793

 

 

ed infine due volumi costituenti il "Manuale Pratico di Medicina Legale" di G. L. Casper , direttore dell'Istituto medico-Legale dell'Università di Berlino e medico dei Tribunali della Capitale; ambedue tradotti dal Dott. Emilio Leone, Proemio del Prof. Carlo De Maria, torinesi; testi editi a Torino nel 1858

 

 

Sentito il prezzo irrisorio, decisi di acquistarli in blocco.

 

 

A distanza di molti anni, mi accorgo, leggendo il manuale pratico di medicina legale, che Casper, di cui non sono riuscito a trovare finora alcuna bibliografia, è stato un emerito criminologo e presenta nel suo trattato una consistente casistica descrittiva e particolareggiata di sue perizie criminologiche, che ho intenzione di pubblicare "a puntate", lentissimamente, su Internet .

 

 

Cosicchè, medico di famiglia anch'io, raccolgo il "testimone" di questo collega bibliofilo abruzzese che non è più, ma a cui mi unisce forse la stessa passione per queste materie antiche e pure attuali, come ogni frutto delle umane passioni, sempre verdi sull'albero della VITA.

 

 

Manuale pratico di medicina legale

 

di G.L. Casper
Traduzione di Emilio Leone
TORINO - 1858

Commento introduttivo, a cura del Dott. Francesco Marinelli, alla Sezione Sesta del "Manuale Pratico di Medicina Legale" di G. L. Casper

Queste centurie medico forensi e criminologiche di Casper (precisamente 346 casi descritti in due volumi:

il primo sulla tanatologia ed il secondo sulla biologia, oltre che belle per la loro prosa, traduzione dal tedesco di Emilio Leone, edizione torinese del 1858, così pura è composta, hanno l'affettuoso buon senso dei nostri nonni, la pacatezza ottocentesca, la fiducia del secolo dei lumi, ma anche una validità obiettiva derivante dall'impianto descrittivo più che nosografico dell'opera:

storie di vita da inquadrare nell'ambito di una ricerca storica, tesa al recupero di un autore che non sono riuscito a ritrovare nella mia ricerca bibliografica.

Un caso fortuito mi ha donato l'edizione originale del 1858 del "Manuale di medicina legale" di G. L. Casper, direttore dell’Istituto medico legale dell'Università di Berlino, tradotto appunto dal Dott. Emilio Leone, membro e segretario particolare della regia accademia medico chirurgica di Torino, e presentato dal Cav. Carlo De Maria, professore di medicina legale della Regia Università di Torino e deputato al parlamento nazionale.

È una scoperta, una riscoperta o è già un autore conosciuto, almeno tra gli specialisti ?

Vedremo.

Quello che commento è solo un capitolo dei due volumi costituenti il manuale di Casper, ossia è la sezione sesta, quella che più mi interessa, intitolata "Malattie mentali simulate".

Il traduttore introduce il capitolo con richiami e riferimenti al Codice Comune del Regno di Sardegna di cui riportiamo due articoli:

P I , tit I , § 27 : Furiosi e maniaci sono coloro che sono totalmente privi dell'uso della ragione (possiamo riferire queste condizioni alla incapacità di volere );

§ 28 : Coloro i quali manca la facoltà di conoscere le conseguenze delle proprie azioni diconsi imbecilli (possiamo riferire queste condizioni alla capacità di intendere );

P II , tit. XVIII , § 13 : Spetta al giudice, colla cooperazione di medici periti, verificare e determinare se uno debba considerarsi quale maniaco od imbecille;

Codice penale , § 40 : Non esiste crimine o delitto quando la persona che ne fu l'autore trovasi in uno stato di mania o di imbecillità, oppure escluso era il suo libero arbitrio da violenza o da minacce.

Casper ammette da subito che la perizia sullo stato mentale di un uomo accusato di reato è uno dei quesiti più difficili che gli possa essere posto, complicato anche dalla possibilità di recitazione del ruolo di alienato (simulazione della malattia mentale) come succedaneo della fuga, al fine di sottrarsi alla giustizia.

Casper afferma che l'idea di imputabilità riposa sulla capacità "congenita" dell'uomo "maturo" di intendere, discernere e scegliere tra principio del bene e del male (come legge di natura che accende la coscienza di ogni uomo ); la coscienza è la naturale custode della legge morale.

Leggiamo : "l’imputabilità legale adunque può definirsi: la possibilità psicologica dell'efficacia del codice penale. Da che le condizioni dell'imputabilità sono congenite nell'uomo, ed hanno perciò radice nel suo organamento morale, mentre gli altri procedimenti mentali sono il risultato dell'educazione, della coltura intellettuale, della pratica del mondo, ecc., ne segue che una notevole distinzione esiste nella pratica forense tra imputabilità e idoneità a disporre delle proprie sostanze, tra imputabilità e padronanza di sé stesso. Quella può talvolta sussistere senza questa."

Maniaci e imbecilli non sono imputabili ma il legislatore prussiano "... ciò nonostante, condanna quel medesimo uomo al rifacimento dei danni, in forza del § 41 , tit. VI . p. I, del codice comune del regno, il quale prescrive che i maniaci e gli imbecilli sono tenuti del proprio al rifacimento pei danni immediati che avessero cagionati ad alcuno."

"E’ sui gradi dell'imputabilità che acquisisce particolare importanza la professione delle medico-legista " in quanto nei casi di mania tanto ben manifesta essa viene riconosciuta da tutti, anche non medici e quindi il ruolo del medico è solo di avallo tecnico.

Per quanto riguarda la "diagnosi di imputabilità" essa quindi è diagnosi di alienazione mentale secondo i seguenti argomenti:

1 ) Tenui ma non completamente esclusi argomenti somatici (sussistenti nel mondo accademico dell'epoca più che nella concezione del Casper : si ricordino a tal proposito i dieci ritratti di folli "monomani" realizzati da Gericault dal 1820 al 1824 su commissione di Georget, primario alla Salpetrière, sostenitore, con Esquirol e Pinel, di un metodo positivista: la raffigurazione degli affetti attualizza l'antica dottrina dei moti e dei caratteri - il corpo è lo specchio dell'anima - e li recupera come segni di una neonata clinica psichiatrica, come semeiotica della mente).

2 ) Il fatto criminoso é avulso dalla condotta e dalle caratteristiche del reo prima di allora.

3 ) Lo studio della "Causa facinoris": i motivi normali delle azioni umane (i moventi ), specie come motivi non impellenti, lasciano il passo al motivo di" scaricare la rabbia" o al "voluttuoso diletto della crudeltà".

4 ) Assenza della premeditazione.

5 ) Se l'accusato non abbia preso disposizioni nell'intento di sottrarsi alla pena del suo delitto (cioè l’imputato non si è affatto preoccupato di crearsi degli alibi ).

6 ) Non sarebbe discriminante il pentimento o il rimorso (non costituisce alcun valido criterio diagnostico ).

7 ) Modestamente indicativo di alienazione è il non ricordo delle "contingenze accessorie del fatto".

8 ) Se le allucinazioni, specie uditive sono patognomoniche delle infermità, il preteso senso di estraneità dell'azione delittuosa alla psiche del reo è spesso una scusa preparata nelle "psicologie legali" di comodo descritta come "disegno forzato di Hoffbauer o demenza occulta di Platner".

9 ) L'autore raccomanda di non emettere pareri affrettati e improvvisati, i quali più tardi gli avrebbero pesato sulla coscienza come un rimorso.

Consigli sulle domande da porre nel colloquio criminologico col reo per cui si raccomanda di:

- non fare domande troppo difficili, su massime generali. Ma trattare il caso nella sua singolarità, e quindi le domande dovranno vertere sulla mediazione attinente al reato;

- dubitare molto della continua asserzione di mania da parte dell'imputato; l'alienato invece si lamenta di sensazioni (dolorose ) fisiche e non mentali; come pure si lamenta di non ricordare le circostanze del delitto;

- chi simula inizia a vaneggiare quando il discorso prende una piega per lui negativa e allora magari mostra troppi e diversi sintomi di alienazione;

- per contro un’anoressia estrema, una veglia ostinata, uno sprezzo del freddo, atteggiamenti coatti, movimenti continui e ripetitivi, sguardo perso ed inespressivo senza alcuna partecipazione al discorso, ripetizione da parte del reo delle domande postegli, sorrisi e risa senza ragione, avulse a qualsiasi contesto situazionale e di discorso.

A conferma delle suddette linee l'autore riporta poi la raccolta di casi: sono casi descritti con grande dovizia di particolari, come fossero "racconti brevi" della migliore letteratura ottocentesca con coloriti ritratti di maniera, cosicché le pagine si leggono tutte d'un fiato.

Il capitolo è una "Psico-nosologia forense speciale". Nell'excursus storico, che Casper riporta, l'autore premette che i Codici (civile, penale e procedurale ) hanno sempre compresso in pochissime classi (due o tre ) le varie diversissime forme di alterazione mentale ( precipua esigenza di sintesi del legislatore che riflette il dualismo della filosofia del diritto colpevole-innocente, imputabile-non imputabile ). Il diritto romano parla solo di Dementibus, distinti in mente capti e furiosi. I codici diciamo "volgati" (d'Alemagna, francesi, italiani) stabilirono come alterazioni mentali solo la "mania", il "furore", "l'imbecillità" (démence, fureur, imbécillité). Al contrario i medici seguirono nel tempo una complicazione nosografica a volte eccessiva e forse confusionaria (60-80 forme di alienazione mentale ) e non concorde. Sono necessarie queste molteplici divisioni? Si chiede l'autore.

"Allora glielo contestiamo risolutamente. Siccome le tre facoltà dell'anima, la percezione, l'immaginazione e la volontà, non agiscono separatamente, ma colla simultanea ed armonica loro attività costituiscono la mente sana, così pure lo stesso dicasi riguardo all'azione morbosa dell'intelletto. La sanità della mente è da considerarsi come una unità alla quale si oppone un'altra unità, cioè la mente inferma. Non ne segue tuttavia che un mentecatto debba comportarsi come tutti gli altri mentecatti fanno; ma questo neppure succede riguardo agli altri uomini sani di mente...... in molti mentecatti è preferibilmente offesa immaginazione o la percezione, in altri l'energia della volontà. .... Ma punto non giustifica questo smistamento dell'alienazione mentale in infinite specie e varietà, entro il cui labirinto va perduta pel medico-legista quella sola cosa che a questo riguardo gli abbisogna, cioè il modo di ragionevolmente apprezzare il caso concreto. Di questo parere è anche Mittermayer, ...

un'altra difficoltà di queste troppo sottili classificazioni nasce dalle numerose transizioni di una specie nell'altra. Così accade assai sovente che la cosiddetta mania occulta trapassi in mania manifesta, la monomania in mania, questa in quella, la demenza nel furore, il furore nell'imbecillità, ecc. tengano pure le loro divisioni i terapeutici psichici quando possa ciò condurre ai loro fini, alla distribuzione dei malati negli ospizi, alla cura, ecc. ; ma nella medicina legale queste classificazioni sono impraticabili ed inammissibili, e nel foro la collocazione di ogni caso particolare di provata malattia mentale sotto una delle due principali forme cui le leggi, guidate da un retto istinto, hanno stabilite (mania ed imbecillità ), non solo deve bastare perché le leggi hanno così ordinato, ma è anche praticabile, siccome una lunga esperienza mi dimostrò ed io proverò più sotto. ....."

L'autore parla in senso critico di" scrittori di psichiatria" come fosse scienza romanzata, egli ritiene che la complessità nosografica favorisca l'arbitrio strumentale. Anche oggi è di attualità il contrasto fra tendenza nosografica ed antinosografica non soltanto per questioni di difformità su specifici temi ma per il coinvolgimento nel problema del significato stesso e del ruolo dell'operatore psichiatrico. In altre parole è l'utilizzazione e la finalità della nosografia (dal greco nòsos "malattia" e graphia "descrizione" ) psichiatrica ad essere messa in discussione. In queste brevi note introduttive sull'opera di Gasper dobbiamo sottolineare le profonde differenze che il tempo incide sul significato delle parole, anche se su DEMENZA ci ritroviamo anche oggi a dare circa lo stesso significato di un secolo e mezzo fa, in quanto ci si riferisce sempre a sindromi caratterizzate da indebolimento dell'orientamento, della memoria, della comprensione, del calcolo, della capacità di apprendimento e di giudizio oltre di labilità affettiva e dell'umore, con decadenza dei principi etici, esagerazione di tratti, in senso negativo, di personalità, infine riduzione della capacità di decisioni indipendenti e quindi della volontà. Questa molteplicità di sintomi, sindromica e che coinvolge tutti gli aspetti della personalità, è quasi sempre correlata al danno cerebrale organico. Il termine MANIA invece (dal greco mania "follia" ) in psicopatologia, ai giorni nostri, designa solo una specifica turba dell'umore caratterizzata da esaltazione euforica, ottimismo esagerato, agitazione psicomotoria; anche nel linguaggio corrente mania è sinonimo di disturbo mentale, ovvero di una tendenza esasperata e smodata, a volte esclusiva, anche collettiva e difficilmente spiegabile. Viene in particolare distinta una mania acuta o crisi maniacale caratterizzata da uno stato di esaltazione dell'umore, fuga delle idee, iperattività disordinata, insonnia, logorrea, ecc.; l'eccitamento maniacale, conosciuto fin dall'antichità, solo un secolo fa, e quindi ben dopo il libro di Casper, fu messo in stretta relazione con la depressione: si parlava di follia a doppia forma, poi di follia circolare, infine di ciclotimia e di psicosi maniaco-depressiva per definire il succedersi di oscillazione del tono dell'umore verso ora il polo depressivo, ora il polo maniacale. Oggi si parla di psicosi affettiva bipolare e si sospetta una predisposizione ereditaria. In ultima analisi quindi il significato del termine mania si è molto ristretto rispetto a quello in uso nei codici ottocenteschi.

Comunque in ultima analisi anche attualmente e fondamentalmente, in nosografia psichiatrica e per quanto riguarda le alterazioni più rilevanti, tutto si potrebbe ricondurre alla "triade" : deficit intellettivi, demenze e psicosi; una triade che ci avvicina di più alla mentalità "medico-legista" di Casper.

Prima di introdurre l'eziologia e la nosografia di Casper, si riportano qui di seguito brevi note sulla nosografia psichiatrica attuale ed i riferimenti ufficiali: per il DSM IV ( Diagnostic and statistic Manual of mental disorder s, A.P.A. Fourth Edition, Washington D. C., 1994 ) è troppo complesso riportarne una sintesi e quindi si ritiene di doverlo solo citare, si riporta invece il breve elenco ufficiale che le AUSL del Sistema Sanitario Nazionale comunicano ai medici convenzionati per la medicina generale ( io sono per l'appunto un medico convenzionato) col codice identificativo di esenzione 044 e sotto la malattia o condizione psicosi :

 

295.O SCHIZOFRENIA TIPO SEMPLICE

295.1 SCHIZOFRENIA TIPO EBEFRENICO

295.2 SCHIZOFRENIA TIPO CATATONICO

295.3 SCHIZOFRENIA TIPO PARANOICE

295.5 SCHIZOFRENIA LATENTE

295.6 SCHIZOFRENIA RESIDUALE

295.7 PSICOSI SCHIZOFRENICA TIPO SCHIZOAFFETTTVO

295.8 ALTRE SPECIFICATO PSICOSI SCHIZOFRENICHE

296.0 DISORDINE MANIACALE CON EPISODIO SINGOLO

296.1 DISORDINE MANIACALE CON EPISODI RICORRENTI

296.2 DISORDINE DEPRESSIVO MAGGIORE A EPISODIO SINGOLO

296.3 DISORDINE DEPRESSIVO MAGGIORE A EPISODI RICORRENTI

296.4 DISORDINE AFFETTIVO BIPOLARE DI TIPO MANIACALE

296.5 DISORDINE AFFETTIVO BIPOLARE DI TIPO DEPRESSIVO

296.6 DISORDINE AFFETTIVO BIPOLARE MISTO

296.7 DISORDINE AFFETTIVO BIPOLARE NON SPECIFICATO

296.8 ALTRE E NON SPECIFICATE PSICOSI MANÌACO DEPRESSIVE

297.0 STATO PARANOIDE SEMPLICE

297.1 PARANOIA

297.2 PARAFRENIA

297.3 DISORDINE PARANOICO CONDIVISO

297.8 ALTRI STATI PARANOIDI SPECIFICATI

298.0 PSICOSI-TIPO DEPRESSIVO

298.1 PSICOSI TIPO AGITATO

298.2 CONFUSIONE REATTIVA

298.4 PSICOSI PARANOIE PSICOGENA

298.8 ALTRE E NON SPECIFICATE PSICOSI REATTIVE

299.0 AUTISMO INFANTILE

 

 

Le rilevanti alterazioni, nelle psicosi, di molteplici funzioni psichiche impediscono l'integrazione con la realtà oggettiva; esse si manifestano con un corredo sintomatico complesso, sindromico, caratterizzato da:

disturbi del pensiero: delirio, dissociazione, incoerenza, inadeguatezza di giudizio;

disturbi della percezione: allucinazioni;

disturbi della coscienza cioè dell’io;

Tutti questi disturbi portano alla perdita di contatto con la realtà.

Possiamo distinguere le Psicosi affettive caratterizzate da disturbi gravi del tono dell'umore ossia della sfera timica:

forme depressive, forme maniacali, forme miste ad andamento ciclico ( disturbo bipolare o psicosi maniaco-depressiva ); spesso di accompagnano a deliri di rovina o di colpa oppure ad uno stato crepuscolare melancolico, di torpore, o al contrario di esaltazione maniacale;

la schizofrenia che dal punto di vista clinico viene distinta in sei forme :

simplex caratterizzata soprattutto da atimia (distacco affettivo), ebefrenica con disorganizzazione della personalità, catatonica spesso interrotta da scoppi violenti pericolosi, paranoide a sfondo persecutorio, indifferenziata e residuale (all'esaurirsi della fase attiva caratterizzata invece dalle buffées deliranti).

psicosi paranoidee con delirio lucido, duraturo ed irriducibile a sfondo erotomanico, oppure di grandezza, di gelosia, di persecuzione, somatico, misto, ecc. "In questi casi ci può essere la responsabilità penale di quegli atti che sono al di fuori del delirio e che da esso sono indipendenti".

 

Eziologia della Pazzia

E' utile la ricerca eziologica per assicurare la diagnosi di certezza della alienazione.

Casper distingue:

A) Momenti eziologici corporei:

1 ) disposizione ereditaria (lo studio delle alienazioni delle ascendenze e dei collaterali);

2 ) ferite al corpo;

3 ) insolazione;

4 ) perturbamenti funzionali;

5 ) flogosi metastatiche del cervello e delle meningi (eresipelatose, reumatiche ed artritiche);

6) condizioni determinanti una congestione cerebrale (l' ebrietà, l'intossicazione da fumi di carbone ossia da monossido di carbonio );

7 ) l'atto del parto (a cui possono seguire subitanea alterazione: 1 su 10.000 partorienti ).

B) Momenti eziologici psichici :

1 ) le passioni degli affetti sono frequentemente origine di delitti (specie la gelosia e

l'ira );

2 ) lunghe sovraeccitazioni (con insonnia e disturbi fisici );

3 ) commozione dell'anima da lutto e da perdita;

4 ) istinti morbosi;

5 ) sordo mutismo;

6 ) una lunga serie di cagioni fisiche e morali (etilismo, malnutrizione, vita dissipata ).

Mania

"La mania è un pervertimento della coscienza determinato da delirio. La coscienza, il sentimento della personalità, non si estingue nella mania, nemmeno quando è salita al grado di mania furiosa,..... Ma essa è deviata dalla originaria sua condizione normale."

Casper distingue una:

1 ) mania malinconica o triste o amentia occulta (con ipocondria, abulia, o irascibilità furiosa, ecc. );

2 ) mania furiosa o senza delirio (che Casper non vorrebbe venga distinta dalla mania ) che di particolare avrebbe solo la grande inclinazione ai crimini violenti;

3 ) mania transitoria (con intervalli lucidi );

4 ) monomania o mania parziale o circoscritta o fissazione, contrapposta alla mania o pazzia generale (amentia, dementia); "nella prima la mente vi è travagliata da una sola illusione. Nella pazzia generale è rotta la catena logica che teneva fermo l'intelletto.";

5 ) mania delle ebrietà (infermità riconosciuta per il tempo che per ebrietà le persone hanno smarrito la ragione ) secondo diversi gradi dell'ubriachezza;

6 ) mania dei bevoni (alcolismo cronico ) o mania del bere o del periodico delirio;

7 ) delirio del sopore o sonnambulismo;

8 ) mania da forti passioni (per esempio a causa d'ira indotta da grave ingiuria ) ed affetti;

9 ) mania dei cosiddetti istinti morbosi (legittima difesa, forza maggiore, istinto di conservazione, fame, sete, istinto sessuale ) spesso da lungo tempo insoddisfatti:

vengono inseriti in questa categoria anche l'istinto del furto (kleptomania ) o l'istinto di rubare senza necessità;

10 ) piromania (riguarda soprattutto ragazzi e giovani );

11 ) monomania omicida.

Demenza

Generalità:

"il codice comune del regno prussiano la definisce:

l'impossibilità di riflettere sopra le conseguenze delle proprie azioni.

Le denominazioni scientifiche sono: amentia, fatuitas, imbecillitas, idiotismus.

Il demente non è in grado di nascondere il proprio stato, come sovente possono fare i maniaci. Il demente si mostra qual egli è.

I reati imputati ad imbecilli sono gli incendi, il furto di roba di poco conto."

Sordo muti

"Non solamente le leggi prussiane, ma quelle altresì delle altre contrade d'Alemagna pareggiano i sordi muti ai maniaci e soprattutto agli imbecilli; infatti, relegati fuori dal mondo ed isolati per l'inesistenza di possibilità di comunicazione, trascinasi per vivere tapini al seguito di altri uomini e vengono detti: idios, solitarius, privatus."

Casper riferisce il sicuro effetto salutare, in questi casi, di una istruzione speciale.

 

Casper comunque nel suo manuale parla solo di disturbi mentali maggiori, e quindi tutti capaci di inficiare la capacità di intendere e volere e quindi l’imputabilità, anche quando parla di monomanie, tipo la cleptomania, credo che non la ritenesse solo una nevrosi compulsiva, come oggi viene inquadrato tale comportamento. Il nevrotico in qualche modo resta conscio delle proprie esasperazioni e non cade nel delirio, delirio che invece per Casper domina il “maniaco”.

Nell’incisivo detto “il nevrotico costruisce i castelli in aria e lo psicotico li abita”, pur con sottile ironia è riportata la profonda differenza tra questi due stati, l’uno sogna ad occhi aperti una realtà a cui comunque sa di non appartenere, l’altro la vive in pieno, nel bene e nel male, anche in senso criminologico.

In realtà l’ansia, la depressione nevrotica ed il comportamento ossessivo-compulsivo hanno da sempre accompagnato l’umanità ma Casper non sente il bisogno di menzionarli nel suo Manuale; tali disturbi sin dal diciottesimo secolo sono stati definiti “malattie nervose” e, più recentemente, nevrosi o psiconevrosi, ma nell’epoca di Casper questi cosiddetti “disturbi nervosi” non erano competenza dei frenologi o psichiatri o alienisti e nemmeno dei medici legisti, ma erano considerati di pertinenza della pratica medica generale o di una specialità organica come la neurologia, anzi più precisamente le attuali malattie psichiatriche minori erano di competenza dei medici delle stazioni termali ed il termalismo era la loro cura riconosciuta, la cura delle discinesie che sempre si accompagnano alle nevrosi. Infatti le acque delle stazioni termali erano considerate calmanti e in concomitanza all’ambiente tranquillo della località balneare, appunto ai bagni caldi nelle piscine, la cura più in voga nell’800 per le “malattie dei nervi” ; invece a nessun paziente ritenuto veramente matto sarebbe stato prescritta la frequentazione di una stazione termale come cura della sua grave afflizione.

 

Riportiamo adesso, a scopo didattico, un’ appendice nosografica che ci aiuti ad inquadrare storicamente la nosografia adottata dal Casper , sottolineando le differenziazioni evolutive della terminologia, ed evidenziandole con uniformità o difformità cromatiche:

 

 

Chiarugi V., 1793-1794

Melancolie

vere (accompagnate da tristezza e timore)

spurie (accompagnate da allegrezza o tranquillità)

furenti (accompagnate da un parziale furore ed audacia)

Manie

mentale (prodotta dall'immediata azione dell'anima)

reattiva (che nasce dal languore d'attività nella potenza nervosa)

pletorica (prodotta dall'esuberanza di sangue nel sistema vascolare)

immediata (occasionata dallo stimolo attuale, che produce immediatamente nel cervello il deposito di materie morbose, ed anche soltanto eterogenee)

consensuale (ripete la sua origine dall'affezione d'una qualche parte, che ha relazione nervosa col sensorio comune)

Amenze

attive (l'imperfezione delle operazioni della mente è accompagnata da una certa mobilità, e successione di idee, benché difettosa). Fatuità, stoltezza, imbecillità

difettive (gli atti di volizione sono lenti e indecisi, mediante una corrispondente lentezza nelle operazioni dell'intelletto, fino a quella totale inerzia di fantasia chiamata stupidità)

 

Pinel Ph., 1801

L’autore più conciso dell’800, con le classiche quattro categorie patologiche, i quattro rami spogli dell’albero nosografico “autunnale”, di Pinel. Ma forse ancora più sintetica poteva essere l’esperienza che viveva il giovane medico che iniziava a frequentare gli “asili”, per alienati, dell’epoca:

in maniera dantesca vedeva una Pazzia congelata e fissa ed una infuocata ed agitata; e nient’altro se non l’impotenza a fare qualcosa.

 

 

Mania con delirio generale

senza delirio o mania ragionante o follia parziale

Melanconia

Demenza

Idiozia

 

Classificazione tedesca : Hoffbauer J. C., 1827

 

Imbecillità (o debolezza di giudizio)

Idiozia

Imbecillità propriamente detta (meno grave dell’idiozia)

 

Follia

Mania (esaltazione mentale con conseguenti errori di giudizio)

Mania propriamente detta o polimania o delirio generale

Monomania o delirio parziale : con idea dominante fissa (triste o lipemania; gaia o cheromania)) oppure con idea dominante mutevole (triste o gaia)

Demenza (indebolimento più o meno completo delle funzioni psichiche)

Acuta

Cronica

 

Classificazione francese : Esquirol J.E., 1838

Follia parziale o Monomania

intellettiva

ragionante o istintiva

2) Lipemania o monomania affettiva o triste (melancolia degli antichi autori)

3) Mania o follia generale (il delirio pervade tutti i pensieri e si accompagna ad eccitamento)

4) Demenza

5) Imbecillità o Idiozia

 

Griesinger W., 1845

Disturbi della sfera emotiva

I STADIO della follia: 1) Melancolia (Schwermuth)

assenza di lesioni anatomo-patologiche a) ipocondria

nel cervello; b) melancolia propriamente detta

c) melancolia stuporosa

d) melancolia con sovraeccitazione

 

2) Mania (Tobsucht)

3) Monomania esaltata (Wahnsinn)

Disturbi delle funzioni intellettive e della volontà

II STADIO della follia: 1) Follie sistematizzate (Verrucktheit)

presenza di lesioni anatomo-patologiche

nel cervello; irreversibilità del quadro. 2) Demenza agitata

 

3) Demenza apatica

4) Idiotismo e cretinismo

 

Verga A, 1874

Frenopatie o deliri cronici

Congenite o frenastenie

Imbecillità

Idiozia

Cretinismo

Mania (con furore o senza furore)

Acquisite o frenosi

Semplici

 

Monomania

Melanconia o lipemania (semplice o con stupore)

Demenza (primitiva o consecutiva)

Pazzia morale o ragionante

Pazzia a doppia forma o circolare

Complicate

Frenosi sensoria

Frenosi ipocondriaca

Frenosi isterica

Frenosi puerperale

Frenosi epilettica

Frenosi alcoolica

Frenosi pellagrosa

Frenosi paralitica

Frenosi senile

 

 

Bonfigli C., 1874

Per affezioni del cervello

o del sistema nervoso,

nate nella vita embriona-

le e nei primi anni della

vita extra uterina

{Frenastenie}

nervosismo; bizzaria eccentricità; imbecillità parziale (fondo della cosi detta follia morale); imbecillità generale; idiozia; cretinismo.

 

Per affezioni accidentali

del cervello e del sistema

nervoso insorte per il con-

corso di cause particolari

predisponenti ed occa-

sionali

{Frenosi}

Iperemia cerebrale

Anemia cerebrale

Difettosa nutrizione del cervello ecc.

(grado di atrofìa)

Infiammazione delle meningi

Infiammazione del cervello

Emorragia cerebrale

Compressione cerebrale

Vizi di nutrizione del cervello non com-

presi nelle categorie precedenti (tumori)

Stato speciale del sistema nervoso (per disposizione ereditaria, convulsibilità, eretismo, gravidanza o puerperio, ovulazione)

Ignota alterazione molecolare o chimica

ecc. del sistema nervoso (nei casi di epilessia, isteria, corea, ipocondria)

Attossicamento del sistema nerveo (tossicomanie)

Esaurimento improvviso o graduale del

poter nerveo (emozioni, esaurimenti nervosi)

Lesioni circoscritte ai nervi dei sensi spe-

cifici, o ai loro nuclei centrali, o alle

loro terminazioni periferiche

Parassiti animali introdottisi nel cervello (cisticerchi).

 

 

Schule H., 1878

A - Psiconeurosi

1) Sottogruppo (gravi psiconeurosi di origine vasomotoria cerebrale)

Forme primarie

al) Melancolia

a2) Pazzia furiosa (con transizione alla melancolia agitata)

(Mania).

b) Forme secondarie e postumi

bl) Delirio allucinatorio (Wahnsinn) = paranoia semplice

b2) Demenza terminale (Blòdsinn)

2) Sottogruppo (psiconeurosi degenerative, costituzionali, acquisite o congenite, con origine primaria nevrotica)

a) Delirio primario di persecuzione (Primarer Verfolgungswahn)

b) Pazzia sistematizzata primaria (Primare Verrucktheit) = paranoia

originaria.

B - Cerebropsicosi (disturbi psichici organici).

1) Sottogruppo - Pazzia furiosa organica

al) Mania furiosa

a2) Mania grave

a3) Delirio acuto

 

2) Sottogruppo

b1) Melanconia stuporosa (attonita)

b2) Follia catatonica (Katatonische Verrucktheit)

b3) Demenza primaria (Stupor)

acuta

subacuta

3) Sottogruppo

Cerebropatia paralitica: demenza paralitica

C - Cerebropatie psichiche (il disturbo psichico è secondario a quello organico).

Si tratta di disturbi mentali che accompagnano le meningiti e le encefaliti sub-

cute e croniche

a) Meningo-periencefalite cronica e subacuta

b) Pachimeningite ed ematoma

e) Encefalite sclerosante diffusa

d} Encefalite diffusa con accompagnamento di sintomi a focolaio

e} Encefalite diffusa conseguente a tumori cerebrali

f) Periencefalite cronica = paralisi tabetica

g] Atrofia primaria del cervello, con concomitante tabe spinale = demenza tabetica

h) Encefalite sifilitica con disturbi psichici

D - Difetti mentali in senso stretto (arresti dello sviluppo psichico)

a) Microcefalia

b} Idiozia

E - Stati degenerativi (= degenerazioni)

a) Pazzia ereditaria

al) pazzia impulsiva (Impulsives Irresein)

a2) pazzia morale (Moralisches Irresein)

b) Pazzia con gravi neurosi

b1) pazzia epilettica

b2) pazzia isterica

b3) pazzia ipocondriaca

c) Pazzia periodica o circolare

 

Krafft-Ebing R., 1879

A) Malattie psichiche del cervello sviluppato

I. - Psiconeurosi

1. Stati primari guaribili

a} Melanconia, ossia stati di arrestato movimento psichico, con affetti

depressivi

1) Melanconia semplice (nessun profondo disturbo della coscienza,

l'arresto è prodotto da cause psichiche; forma lieve)

2) Melanconia attonita o con stupore (profondo disturbo della co-

scienza; l'arresto è prevalentemente organico, per tetano, catalessi; forma grave)

 

b} Mania, ossia stati caratterizzati da facilitato corso ne! movimento

psichico, con affetti prevalentemente espansivi

1) Esaltamento maniaco (nessun profondo disturbo della coscienza;

gli atti e Ì movimenti sono motivati psichicamente; forma leggera)

2) Mania con furore (profondo disturbo della coscienza; la rea-

zione motoria è istintiva, prevalentemente da causa organica, quale

è l'irritazione dei centri psicomotori; forma grave)

c) Stupidità o demenza guaribile, ossia stati di diminuita e persino

abolita attività psichica, con mancanza di tono affettivo e con grave

disturbo della coscienza (stupore)

d) Delirio sensoriale, ossia stati di attività sensoriale morbosamente ec-

citata, con disturbo della coscienza (confusione), e anomalie reattive

motorie ed affettive

2. Stati secondari inguaribili

a) Paranoia secondaria

b) Demenza terminale

1) Agitata

2) Apatica

II. Degenerazioni psichiche

a} Pazzia costituzionale affettiva (folie raisonnante)

b} Pazzia morale

c) Paranoia primaria

1) Con delirio primordiale di compromissione dei propri interessi

(delirio di persecuzione)

2) Con delirio primordiale di elevamento degli stessi (paranoia ero-

tica religiosa)

d) Disturbi mentali per idee fisse

e) Pazzia derivante da neurosi costituzionali

1) Epilettica

2) Isterica

3) Ipocondriaca

f) Pazzia periodica

III. Malattie cerebrali con disturbi psichici predominanti

a) Demenza paralitica

b) Lue cerebrale

c) Alcoolismo cronico

d} Demenza senile

e) Delirio acuto

 

B) Arresti nello sviluppo psichico

Idiozia e cretinismo

 

 

Morselli E., 1885;

Questo Autore fece un grande lavoro di sistematizzazione ed in seguito, nel 1898, venne pubblicata dal Morselli una revisone di questa classificaz