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Recensioni delle recensioni. 2: Pellegrino e i misteri d'Italia
Giovanni
Pellegrino, Segreto di Stato, con
Giovanni Fasanella e Claudio Sestrieri, Einaudi, Torino 2000.
Questo
volume raccoglie applausi a scena aperta sia
sulla prima pagina del Corriere della Sera
sia sulla prima pagina di Repubblica,
da due autorevolissimi commentatori, che sono su posizioni assai diverse, al
limite dell'insulto, ma ciononostante felicemente convergono nel tributare tutti
gli onori al presidente Pellegrino (che nel volume in questione usa spesso il
<<noi>>, intendendo riferirsi ai risultati delle analisi
complessivamente svolte da tutta la Commissione nel corso di un lavoro che negli
anni è costato tantissimi miliardi e si è servito di una mole impressionante
di esperti e di documenti).
Questa notevole trasformazione di giudizio non trova a prima vista
motivazione in originali e specifici risultati del lavoro della Commissione. Nel
suo volume, sui temi più controversi, il presidente Pellegrino dice apertamente
di non aver raggiunto verità certificate di tipo nuovo. Nonostante un maldestro
sottotitolo presenti il volume anticipando <<La verità da Gladio al Caso
Moro>>, il presidente Pellegrino sottolinea che l'istituto francese
Hyperion <<è uno dei grossi nodi con cui ci stiamo misurando da sei anni,
senza alcun risultato>> (p.135), la vicenda Moro <<non è una storia
pienamente conosciuta>> (p. 164). E così via, dall'Aginter Press
all'ufficio Affari riservati del Ministero dell'interno, dall'identità del
Grande Vecchio alle iniziative del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Ad un
panorama stracolmo di protagonisti e di dubbi, il presidente Pellegrino aggiunge
altri dubbi e protagonisti, dai servizi segreti francesi a quelli israeliani
(sempre ovviamente in via del tutto ipotetica e
indiziaria).
Tutti
i miliardi spesi dalla Commissione stragi non sono serviti a niente. La
magistratura dovrebbe prendere in seria considerazione quanto viene scritto in
riferimento al Centre for Strategic and
International Studies, indicato nientemeno come <<un centro che ha
influenzato fortemente le politiche mondiali>> (p.105). Evidentemente qui
è individuata e denunciata La Spectre della
sovversione internazionale! E me lo dite così? Abbiamo individuato La
Spectre!
Ed Ernesto Galli Della Loggia ed Eugenio Scalfari non ne parlano per niente?
Possiamo salvare il mondo e ce ne stiamo zitti?
Ma
lo sanno questi due illustri commentatori (che in altre occasioni hanno
dimostrato ben maggiore attenzione) che Edward Luttwak partecipa attivamente sia
al Csis sia ad un giornale al quale anche loro collaborano o hanno collaborato
regolarmente? E si accorgono che la Commissione stragi e i suoi consulenti
stanno parlando di qualche cosa che ignorano completamente? A che diavolo serve
una recensione, se trascura il più importante elemento di novità emerso dopo
anni e miliardi di indagini? Sull’argomento, per una trattazione più ampia,
rinvio alla
sezione Intelligence).
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