Editoriali Intelligence Corso di perfezionamento Recensioni Summaries in English Scienze dell'Investigazione Bibliografia Forum Strumenti Cineteca Mappamondo Ultime notizie

Dopo l'11 settembre

Immediatamente dopo i tragici avvenimenti dell'undici settembre sono stato invitato a partecipare ad alcuni tentativi di interpretazione di quanto stava avvenendo. Ricordo in particolare due miei interventi a "GR Parlamento". Nel primo intervento ho partecipato alla trasmissione insieme a Giandomenico Picco, già vicesegretario generale dell'ONU, e a Gianni Riotta, vicedirettore de "La Stampa". Nel secondo avrei dovuto avere come interlocutore padre Jean Marie Benjamin, il discusso religioso che è presentato come "uno dei massimi conoscitori dell'Islam in Occidente", e che prima dell'attentato aveva in buona misura anticipato quanto sarebbe avvenuto, in presenza di vari testimoni e di un europarlamentare, e che è stato ricevuto per più di un'ora dal Ministro degli Esteri, Renato Ruggiero.

Dei molti argomenti affrontati, uno in particolare è rilevante: il fallimento dei servizi di intelligence. 

In proposito è prevedibile che tre scuole di pensiero si confronteranno: la prima è quella che sottolinea la drammatica impreparazione dell'intelligence americana e internazionale; la seconda è quella che appartiene alla scuola complottista; la terza è quella intermedia, che cerca di analizzare innanzitutto i dati di fatto.

Soltanto le persone assolutamente estranee alla riflessione di questi anni in merito ai pericoli delle guerre chimiche, batteriologiche, nucleari, si sono trovate meravigliate di fronte a quanto è avvenuto a New York. Proprio le due torri stavano in piedi per miracolo, si potrebbe dire, perché l'attentato del 1993 era rivolto proprio allo stesso obiettivo che si è realizza compiutamente nel 2001, ma che già era stato quanto meno sfiorato alcuni anni prima. Se mi è consentito di citare modestamente il mio volume Morale e metodo nell'Intelligence, ricordo quanto scrivevo a p. 32: "Armi chimiche e biologiche furono già usate in Asia nel corso dell’ultimo conflitto mondiale; non è nuovo il ricorso alle infezioni di peste, ai batteri di colera e di tifo, attraverso i sistemi di rifornimento idrico o attraverso una contaminazione aerea. Episodi come l’avvelenamento con il Sarin nella metropolitana di Tokyo o l’attentato alle due torri gemelle di Manhattan (due casi in cui era programmata l’eliminazione di migliaia di persone) sono soltanto l’annuncio di una tendenza che vedrà il sovrapporsi di iniziative di Stati, di gruppi, di individui, spesso mescolati e confusi in maniera inestricabile. Nel corso della guerra del Golfo, il presidente Bush decise di contraddire i prudenti suggerimenti diplomatici dei suoi segretari di Stato e della difesa a causa di allarmatissime denunce di intelligence che documentavano i tentativi di Saddam di dotarsi di arsenali chimici, biologici, nucleari. I dirottatori algerini che furono arrestati nel dicembre 1994 nell’aeroporto di Marsiglia, progettavano di schiantarsi con l’aereo nel centro di Parigi". Nella stessa pagina continuavo citando il prof. Andrew (forse massimo rappresentante di un approccio accademico e scientifico ai problemi dell'intelligence), che così concludeva una terrificante trattazione sulla proliferazione dei mezzi di distruzione di massa: <<i rischi  della proliferazione non verranno presi sul serio fino a quando non si verificherà una catastrofe. ...Attualmente, proponendo misure volte a contrastare la proliferazione non si ottengono voti. Siamo in una situazione simile a quella che precedette il disastro di Chernobyl dieci anni fa. Molti esperti occidentali che avevano studiato le centrali nucleari del Blocco sovietico erano consapevoli della loro pericolosità e del rischio concreto di incidenti nucleari, eppure prima del disastro né i governi occidentali, né tanto meno l’opinione pubblica occidentale prestarono ascolto ai loro avvertimenti. Purtroppo la distanza tra l’opinione pubblica e le priorità dell’intelligence in un mondo multipolare rimane preoccupantemente vasta>>. Ho incontrato recentemente il prof. Andrew, in un convegno svolto in Italia e che ha registrato un'attenzione straordinariamente modesta dell'opinione pubblica italiana. Non aveva certo mitigato il suo pessimismo...

ASPETTO DI RICEVERE LA TRASCRIZIONE DELLE INTERVISTE  A GR PARLAMENTO CHE SARANNO POI QUI RIPORTATE INTEGRALMENTE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Editoriali Intelligence Corso di perfezionamento Recensioni Summaries in English Scienze dell'Investigazione Bibliografia Forum Strumenti Cineteca Mappamondo Ultime notizie