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Sintesi del Convegno

Per gli assenti durante il convegno e per i presenti che non hanno potuto seguire tutte le fasi di un convegno assai ricco e stimolante, stendiamo un breve riassunto del convegno presentato all’Aquila dal 23 al 25 marzo, sul tema <<Investigazione pubblica e privata nel giusto processo>>, con il patrocinio del Comune di L’Aquila,  della Provincia di L’Aquila e della Regione Abruzzo, con la collaborazione dell’Università di L’Aquila, dell’Ordine degli Avvocati e soprattutto della Scuola Sottufficiali della Guardia di Finanza, che ha ospitato i lavori nella sua splendida sede. L’iniziativa è partita dall’approvazione ministeriale di un corso di studio triennale in Scienze dell’Investigazione, realizzato in convenzione con la Guardia di Finanza, e momentaneamente aperto soltanto alla Guardia di Finanza (sono in corso varie iniziative per permettere l’iscrizione a tutti nel prossimo anno accademico). Si tratta di un’iniziativa pionieristica nell’università italiana e nella società italiana: questo è il primo titolo di studio triennale nel settore. Il Corso si prefigge di formare laureati in grado di svolgere un’attività di gestione delle moderne strategie investigative, sia nel campo pubblico sia nel campo privato.

   Per presentare questa iniziativa alla comunità scientifica e agli operatori, è stato promosso questo convegno, in cui sono stati esaminati metodologia, contenuti, storia, politica, giurisprudenza, protagonisti dell’investigazione. Insomma, un approccio interdisciplinare rivolto all’opinione pubblica nelle sue varie sfaccettature: dagli addetti ai lavori ai semplici curiosi. Hanno partecipato più di mille persone, provenienti da varie parti del mondo; i maggiori rappresentanti della cultura universitaria hanno espresso con la presenza la loro adesione all’iniziativa: in particolare, il Preside della Facoltà di Scienze della Formazione, Claudio Pacitti, il Presidente della Facoltà di Ingegneria, professor Chiricozzi, e il Preside della Facoltà di Scienze, professor Lepidi. Hanno mandato messaggi augurali molte illustri personalità, come il Capo di Gabinetto nel Ministero degli Interni, dottor Ferrante, e il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Sergio Siracusa.

    Il convegno si è aperto con una relazione del Comandante della Scuola Sottufficiali della Guardia di Finanza, dott. Walter Cretella Lombardo, che ha sinteticamente delineato lo scenario attuale di grandi innovazioni legislative e il particolare contributo che la Guardia di Finanza intende dare a questo processo di rinnovamento, in collaborazione con l’università di L’Aquila, proseguendo una tradizione di apertura e cooperazione culturale già manifestata in varie occasioni. Nella prima giornata, il comandante Cretella ha diretto con mano ferma il dibattito, che in più punti è stato assai brioso, vista la presenza di numerosi ospiti, intenzionati a mettere in rilievo i ritardi legislativi lamentati sotto vari profili, ad esempio dagli avvocati, che non per niente in questi anni hanno collezionato numerosi scioperi.

   Per quanto riguarda le politiche processuali è intervenuto l’on. Carotti, presentatore della legge 479/99, ormai nota come legge Carotti. Nel suo intervento, il prof. Carlo Taormina ha sottolineato che ormai viviamo in un terzo tempo delle politiche processuali: dopo il tempo del codice Rocco e il tempo del codice Vassalli, siamo ormai entrati nel tempo del codice Carotti. Alcuni vivaci scambi di idee si sono registrati sia dopo gli interventi dell’on. Carotti e del prof. Taormina, sia dopo l’ampio intervento del viceprocuratore nazionale antimafia Lucio di Pietro, che ha insistito sulla differenza strutturale tra le indagini degli avvocati, assistiti dagli investigatori, e quelle dei pubblici ministeri: dal suo punto di vista, le une sono dichiaratamente e necessariamente di parte, mentre le altre sono al di sopra delle parti, tanto è vero che il pubblico ministero ha anche l’obbligo di ricercare elementi eventualmente favorevoli all’imputato. Questa impostazione ha suscitato le garbate ma vivaci proteste dei molti avvocati e investigatori presenti e provenienti da tutta Italia. Tra i vari interventi, rilevante quello dell’on. Palma, che ha presentato alla Camera uno dei più significativi progetti di riordino complessivo dell’intero settore della sicurezza privata, che ovviamente oltre gli investigatori, include guardie del corpo, guardie campestri, portavalori, e così via.

    La serata si è conclusa con una cena buffet offerta dalle istituzioni locali a tutti i convegnisti, e con l’ascolto di uno stupendo interludio musicale a cura del gruppo strumentale del conservatorio “A. Casella”. Con la partecipazione dei Maestri Mauro Marcaccio (tromba), Luigi Benfatto (tromba) e della Maestra Romana Rubeo (flauto) sono stati eseguiti tre celebri brani  di Antonio Vivaldi.

    La seconda giornata congressuale si è aperta con un’ampia relazione del prof. Umberto Gori, dell’università di Firenze, che ha descritto come negli scenari internazionali l’investigazione diventa intelligence, e coinvolge problemi che vanno da Echelon ad Europol, richiamati con maestria non comune da un esperto che ha discusso questi temi con interlocutori come l’ex capo della CIA Bill Gates e che ha avuto tra i suoi studenti quello che è oggi uno dei maggiori responsabili di Europol. Sul rapporto tra investigazione e criminologia sono inoltre intervenuti il prof. Luberto, che ha portato l’esperienza della prestigiosissima Scuola di Modena della criminologia, e il prof. Taroni, che insegna nella università di Losanna, e ha delineato il contributo alla investigazione della criminologia forense, che coniuga il classico approccio positivistico (dall’analisi ematologica all’impronta digitale) con le più recenti scoperte scientifiche (dall’analisi del DNA al calcolo delle probabilità).

   Dopo un buffet offerto a tutti i convegnisti dalla Guardia di Finanza, i lavori sono ripresi, a ritmi di marcia forzata, con una serie di relazioni coordinate dal Direttore scientifico del corso, il Vicequestore Vicario Francesco Donato.

   L’importanza dell’investigazione privata è stata energicamente sottolineata nel corso del convegno da Giancarlo Alunno, presidente della Federpol,  dagli avvocati Stefani, Foro di Firenze, e Dante, Foro di Roma, oltre che da vari altri interventi, che fra l’altro hanno sottolineato la necessità urgente di introdurre le innovazioni legislative che permettano all’investigazione privata di dare pienamente il proprio contributo alla difesa e alla definizione della verità processuale.

  Il campo dell’investigazione pubblica è stato illustrato da alcuni dei nomi più importanti della cultura italiana dell’investigazione; in particolare, il dottor Cecere Palazzo, ha spiegato l’importanza della DIA nella struttura italiana della sicurezza, il capitano Andrea Rossi ha illustrato l’esperienza del reparto Investigazioni Scientifiche dell’Arma dei Carabinieri, il generale Ugo Marchetti, comandante regionale Guardia di Finanza a Palermo ha messo in rilievo che le forze di polizia italiane non sono seconde a nessuno, tanto è vero che <<abbiamo sequestrato 8500 miliardi a gente che reagisce con omicidi e stragi; la capacità di intervento dello Stato è dimostrata da questa semplice cifra, che non trova riscontri nel mondo>>.

  L’esperienza americana dell’FBI è stata rappresentata ai massimi livelli dal dottor Carmine Russo, che ha fatto parte della squadra americana più impegnata nella lotta alla criminalità organizzata, direttamente connessa all’impegno personale del direttore dell’FBI Freeh, che in più occasioni è venuto in Italia per esaltare i suoi rapporti di amicizia e collaborazione con Giovanni Falcone (il cui ricordo è onorato nel salone d’ingresso della sede centrale dell’FBI). Attualmente il dottor Russo è legal attaché presso l’ambasciata USA a Roma. Nel toccante racconto della sua esperienza professionale, il dottor Russo quasi si è commosso ricordando la sua storia, da povero emigrato a protagonista in inchieste tra le più delicate condotte in America (dalla Pizza connection alla cattura del nuovo padrino, John Gotti). La sua relazione, avvincente, <<americana>> e <<cinematografica>> nel senso migliore dei termini, è pubblicata su questa rivista.

  Un altro importante confronto è stato portato da Giovanni Manunta, che insegna nel Royal Military College of Science di Shirivenham. Arrivato apposta da Londra per il convegno, Manunta, ex maggior dei paracadutisti ed ex consulente privato delle maggiori industrie italiane, ha criticato nel suo intervento molti miti sulla Gran Bretagna come paradiso della privacy. La sua relazione, che indubbiamente sotto molti profili è impressionante e che ha suscitato molte discussioni, soprattutto tra i vari rappresentanti del partito anglofilo (in parte contrariati e in parte frastornati), è pubblicata su questa rivista.

  Nella terza e conclusiva giornata, dopo varie altre relazioni, inclusa quella del Direttore del corso Francesco Sidoti (pubblicata su questa rivista), ha spiccato un’importante tavola rotonda, moderata dal conduttore TG1 Davide Sassoli, e alla quale hanno partecipato alcuni dei protagonisti più significativi della cultura italiana della sicurezza, da Pietro Folena a Maurizio Gasparri, da Ferdinando Imposimato a Guido Calvi. Mentre il procuratore capo di Palermo, Pietro Grasso, ha illustrato i temi classici del contrasto alla criminalità, il Procuratore capo di Vicenza, dott. Antonio Fojadelli ha ripercorso le tematiche della nuova criminalità, a cominciare da quella mafia del Brenta che ha personalmente e significativamente contribuito a sgominare. Al dibattito e al convegno in generale hanno dato un notevole contributo i maggiori rappresentanti della cultura giuridica aquilana, dal Procuratore Generale di L’Aquila, dott. Bruno Paolo Amicarelli, al Presidente Camere Penali avv. Angelo Colagrande, dall’ avv. Ascenzo Lucantonio, Presidente Ordine degli avvocati, allo stesso Sindaco dell’Aquila, avv. Biagio Tempesta, al Presidente della Provincia, dott. Umberto Aimola. Al convegno hanno partecipato, e sono intervenuti, alcuni dei rappresentanti più prestigiosi delle professioni forensi, convenuti da varie parti d’Italia proprio per l’importanza attribuita alla manifestazione, come ha sottolineato nel suo intervento l’avv. Domenico Carponi Schittar, titolare a Venezia-Mestre di uno degli studi italiani più noti nel campo internazionale.

    Nella tavola rotonda, come praticamente in tutti gli interventi delle tre giornate,  due aspetti sono stati preminenti: la fine del monopolio pubblico dell’investigazione e la necessità di regolamentare in maniera semplice la nuova era che si è aperta per l’investigazione privata. Questi temi in larga misura saranno ripresi nell’imminente convegno della Federpol che si terrà a Milano dal 26 al 28 maggio, e al quale parteciperanno molte delle persone intervenute in questo convegno aquilano, a cominciare dagli organizzatori Francesco Sidoti e Francesco Donato, che hanno in preparazione per l’editore Simone la pubblicazione degli atti (prevista per la fine di giugno).

 

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